People meet in architecture

Biennale d'Architettura

Ha aperto al pubblico domenica 29 agosto, ai Giardini della Biennale e all’Arsenale, la 12. Mostra Internazionale di Architettura dal titolo People meet in architecture, diretta da Kazuyo Sejima e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

 

La Mostra, che rimarrà aperta fino a domenica 21 novembre 2010, nasce e si sviluppa secondo le linee di ricerca che la Biennale di Venezia porta avanti nel campo dell’architettura e che l’hanno resa nel corso degli anni un appuntamento immancabile della cultura internazionale.

 

Dopo una serie di Biennali affidate a eminenti critici o storici, il settore quest’anno è stato nuovamente affidato a un architetto, Kazuyo Sejima. Prima donna a dirigere la Biennale Architettura, Sejima è stata recentemente insignita del prestigioso Pritzker Architecture Prize 2010 (insieme a Ryue Nishizawa).

decorazione in esterno su prato con lettere bianche che formano la parola Italia (padiglione Italia, Giardini dell'Arsenale, Venezia)

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Esposizione

veduta laterale di plastico di complesso di edifici con parete di fondo fuori fuoco La Mostra People meet in architecture è allestita al Palazzo delle Esposizioni della Biennale (Giardini) e all’Arsenale e forma un unico percorso espositivo, con 46 partecipanti tra studi, architetti, ingegneri e artisti da tutto il mondo.

 

Il titolo suggerisce che l’architettura ha il compito di creare degli spazi reali che agevolano la comunicazione tra gli individui, in un’epoca in cui le tecnologie più avanzate sostituiscono il dialogo diretto tra le persone.

 

Per superare la condizione di isolamento e restituire un nuovo senso alle comunità, l’architetto piuttosto che concentrarsi su grandi utopie, dovrà cercare di realizzare visioni funzionali al presente. Sejima concepisce luoghi fluidi e privi di gerarchie che permettono una relazione continua tra esterno e interno, incoraggiando la capacità dei partecipanti di interpretare lo spazio. 

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Interpretazione dell'esposizione

veduta dall'alto di sedie da regista rosse su fondamenta «È più che mai auspicio della Mostra – dichiara Paolo Baratta - che si sviluppi una più articolata ed efficace committenza sia privata che pubblica, dalla quale possano emergere domande e richieste all’architettura che oggi appaiono sopite o ignorate.

 

Una mostra di Architettura può aiutare utilizzando il proprio linguaggio, che non è solo quello della documentazione ma quello dell’emozione visiva, che porta a intuire e pensare possibilità nuove e diverse rispetto al quotidiano e al consueto. People meet in architecture vuol anche dire che we become people in architecture; è appunto nella res publica che l’uomo corona il proprio sforzo di costruire la civiltà dell’uomo».

 

«Questa edizione della Mostra consente alle persone di prendere coscienza delle varie idee emanate da contesti diversi – svela Sejima - e rispecchia il presente che incapsula in sé potenzialità per il futuro. È mia speranza che questa esposizione sia un’esperienza di possibilità architettoniche, che riguardi un’architettura creata da diversi approcci, capace di esprimere nuovi modi di vita.

 

Un’esposizione d’architettura è un concetto provocatorio, dato che è impossibile portare in mostra gli edifici veri e propri, i quali devono essere dunque sostituiti da modelli, disegni e altri oggetti. In quanto architetto, ritengo che sia compito della nostra professione utilizzare lo “spazio” come un mezzo con cui formulare il nostro pensiero».


People meet in architecture: Universities Meet in Architecture

palazzo Giustinian a Venezia Accanto alla mostra primcipale People meet in architecture, La Biennale si arricchisce da quest’anno di un progetto inedito destinato ai giovani. Con Destinazione Biennale di Venezia. Universities meet in architecture propone ad Università e Istituti di formazione di programmare una visita strutturata alla Mostra, affinché gli studenti di tutto il mondo considerino la Biennale un luogo di approfondimento e di ricerca. Sono stati attivati protocolli di intesa con le Università italiane e straniere per gruppi di minimo 50 studenti che possono così inserire l’esperienza nel loro percorso formativo.

 

La visita può avere una durata massima di tre giorni, e concludersi con un seminario organizzato autonomamente dalla stessa Facoltà in uno spazio messo a disposizione gratuitamente dalla Biennale. Sono state contattate tutte le Università italiane e, in particolare, le facoltà di architettura, ingegneria, sociologia, design e comunicazione, registrando finora 14 adesioni. La stessa proposta è stata inviata alle Università e Scuole di formazione dei paesi europei e di diversi paesi extra-europei, ricevendo ad oggi 9 adesioni da 6 Paesi (Austria, Gran Bretagna, Grecia, Slovenia, Ungheria, USA). 

 

«Nasce così una nuova Biennale – sostiene il Presidente Baratta - che vede affiancati i padiglioni stranieri come partecipanti e le università di vari paesi come fruitrici. Una nuova alleanza nel nome dell’architettura e delle varie discipline collegate e un ulteriore impulso alla Biennale di Architettura come luogo di pellegrinaggio internazionale per docenti e studenti».