Pittura a olio

Le origini della pittura ad olio

Secondo Giorgio Vasari, genio rinascimentale per eccellenza e autore del celeberrimo 'Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani', la nascita della pittura ad olio viene fatta risalire al XV secolo, e per la precisione al pittore fiammingo Jan Van Eyck. In realtà le origini dell'invenzione di questo tipo di pittura sono un po' precedenti, ma è vero però che i fiamminghi hanno perfezionato questa tecnica, diventandone maestri di eccellenza. Dalle Fiandre, questa tecnica -che è subentrata alla pittura a tempera- ha conosciuto larghissima diffusione in Italia, proprio in quelle regioni dove i maestri fiamminghi erano più noti, in quelle città, dunque, che per prime avevano sposato e accolto la pittura fiamminga e i suoi maestri: Roma, Napoli, Venezia, Ferrara, Urbino. In queste città si trovano infatti le prime testimonianze di dipinti eseguiti esclusivamente ad olio. Il primo pittore italiano a padroneggiare questa tecnica come e quasi meglio di un fiammingo fu Antonello da Messina che, per ragioni commerciali del padre, ebbe con i maestri delle Fiandre dei rapporti e delle relazioni dirette, seguito a stretto giro da Giovanni Bellini e Piero della Francesca. Con l'introduzione di questa nuova tecnica, tutti questi artisti passarono via via dall'utilizzare supporti lignei e tele appositamente trattate, il che rendeva più semplice ed agevole la circolazione delle loro opere che ora viaggiavano arrotolate nelle sporte dei mercanti, e di conseguenza la diffusione di una nuova e rivoluzionaria tecnica pittorica.

pittura a olio


Un successo che dura da secoli

van gogh starry might Rimasta in auge fino all'invenzione dei colori acrilici, la pittura ad olio è stata scelta dai più grandi maestri di tutti i tempi per le sue caratteristiche qualitativamente irraggiungibili: innanzitutto va detto che l'olio ha un'elevatissima capacità di resistere e durare nel tempo grazie al processo di polimerizzazione che si scatena a contatto dell'olio stesso con l'aria e che fa indurire il pigmento lasciandolo pressoché inalterato nel tempo. Lo stesso processo fa però sì che i tempi di asciugatura siano molto lunghi -che è l'unico limite ravvisabile in questa tecnica-. Inoltre, il fatto che a differenza della tempera dell'affresco non 'opacizzi' fa sì che l'olio conservi sempre un effetto bagnato che consente di creare dei suggestivi effetti di profondità e di luce che raramente è stato possibile ottenere attraverso altre tecniche pittoriche La qualità straordinaria dell'olio e il suo successo nei secoli, sta nel fatto che esso può essere steso tanto in maniera molto diluita, al fine di creare delle vere e proprie velature di colore (maestro indiscusso di questa tecnica fu Leonardo da Vinci), quanto in maniera più densa, corposa, a mezzo di una spatola (si pensi, ad esempio, alla pittura di Vincent van Gogh che come è noto arrivava a spremere il tubetto direttamente sulla tela) che crea una vera a propria terza dimensione sulla superficie pittorica, consentendo la nascita e lo sviluppo di quella che in seguito verrà chiamata 'pittura materica'.


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Pittura a olio: Colori e supporti

tubetti colori a olio I supporti sui quali è possibile dipingere ad olio sono infiniti (cuoio, carta, metallo, vetro, oltre che naturalmente legno e tela) altra ragione che ha giustificato la diffusione di questa tecnica nel corso degli anni). È però buona norma preparare il supporto su cui si dipinge così che la stesura della pittura ad olio sia più agevole e il risultato migliore. Nell'antichità si soleva usare un impasto a base di gesso e colla di coniglio così da formare una miscela facilmente stendibile sul supporto ma che garantisse uno spessore sufficiente. Con l'aggiunta di olio cotto si otteneva una giusta preparazione per dipingere su supporti molto porosi come cartone e carta. Al giorno d'oggi, nei negozi di belle arti e fai da te si trovano preparazioni già fatte, molto semplici da stendere, direttamente dal tubetto, così come i colori già pronti per l'uso. Anticamente, sappiamo che i pittori creavano da sè i colori mescolando pigmenti macinati, appunto con l'olio. L'operazione non sempre riusciva alla perfezione, ragione per cui, molti dipinti nei secoli sono stati distrutti o si sono deteriorarti in maniera irrecuperabile: è noto il caso, ad esempio, de 'La battaglia di Anghiari' di Leonardo da Vinci, che per un incauto intervento dell'autore -o forse una sua sperimentazione- è andato deteriorandosi nel giro di pochissimi anni . Va ricordato anche che i colori ad olio, un tempo come oggi, risentono dei fattori inquinanti e degli shock termici.