Rododendro, come coltivarlo

Rododendro pianta

Il rododendro è una pianta dalle origini antichissime che ha trovato la sua piena diffusione in Europa solo nel corso dell'ottocento. Si tratta di una pianta dalle dimensioni medio-grandi, coltivabile in piena terra e quindi non adatta per essere tenuta a lungo in vaso o in ambienti chiusi; appartenente alla famiglia delle Ericacee – proprio come la azalea, alla quale assomiglia – deve il suo nome al termine Rhododendron, “albero delle rose”. I suoi fiori, solitamente di un bel rosa acceso, sono piuttosto fragili e vengono ritenuti l'emblema del primo amore. Dal momento che esistono molte specie di questa pianta, la provenienza è altrettanto differenziata, ma moltissimi di questi esemplari sono presenti in America settentrionale, come per esempio il Catawbiense. Il rododendro è ormai largamente presente nei giardini europei e italiani e la sua magnificenza durante la fioritura lo rende una delle specie più scelte per abbellire il verde esterno. Se l'unica alternativa è la pianta in vaso, abbiate cura di rinvasarlo ogni due o tre anni al massimo, innaffiandolo regolarmente nella stagione calda senza esagerare, possibilmente facendo uso di acqua piovana o decalcificata. I suoi principali nemici sono i ragnetti rossi, le afidi e le cocciniglie, che tendono a succhiare la linfa indebolendolo o causando l'ingiallimento delle foglie: esistono specifici antiparassitari in grado di prevenire o risolvere questo problema.
Rododendro pianta


Potatura rododendro

Potatura rododendro Di base il rododendro non necessita di un grande intervento di potatura, quindi il minimo indispensabile è la rimozione dei fiori al termine del periodo della fioritura per evitare che vadano a seme. La sua crescita è molto lenta, anche se nelle specie di dimensioni più grandi può addirittura raggiungere i 30 metri d'altezza (quelli diffusi in Italia arrivano solitamente a non più di 3 o 4 metri, mentre quelli presenti naturalmente in montagna sono più bassi e si sviluppano in larghezza come dei cespugli).

Il periodo dopo la fioritura è propizio per dare alla nostra pianta una forma più omogenea ed evitare che i rami si propaghino disturbando altre coltivazioni: quelli lunghi e storti vanno potati di netto, così come quelli esili. Il fusto principale è molto robusto e il portamento è espanso, quindi può essere aggiustato per quanto riguarda la chioma in modo da offrire alla vista una forma esteticamente compatta; occorre disinfettare gli attrezzi prima di usarli per evitare di trasmettere malattie alla pianta e l'intervento consiste sempre in tagli “di ritorno”, ovvero di accorciamento dei rami più lunghi, con un movimento obliquo netto. Se la chioma si presenta come eccessivamente disordinata, una piccola sessione di potatura può essere fatta anche a gennaio, ma solo se la terra non è gelata e il clima troppo rigido; in questo modo le gemme dormienti tornano a vegetare e i fiori rinvigoriscono.

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Coltivazione rododendro

Coltivazione rododendro Dal momento che l'ambiente naturale del rododendro è la montagna, in prateria o in prossimità dei boschi, la temperatura ideale è quella propria di queste zone, non eccessivamente calda; nonostante questo, è possibile coltivare questa pianta senza troppe difficoltà anche in altre zone, purché il terreno sia adatto alla loro crescita. Il substrato deve essere piuttosto acido (a ph tra 4 e 5,2) e non argilloso perché le radici sono piuttosto corte, inoltre bisogna stare attenti che il terreno non ristagni né subisca siccità: deve essere mantenuto fertile ma ben areato. Nel corso della sua crescita, utilizzando un vaso, si può ovviare al problema di eventuali foglie ingiallite cambiato il substrato e mischiando al terriccio organico della sabbia, infatti quasi tutte le specie di rododendro non crescono nei terreni dove sia presente calcio. La sua coltivazione è molto simile a quella della azalea e non richiede una concimazione troppo abbondante: per garantire una splendida fioritura si consiglia di effettuarla in autunno con dei concimi a lenta cessione, quelli cioè a rilascio graduale che permettono il nutrimento nel corso dei mesi invernali. A primavera è possibile utilizzare un poco di azoto per “risvegliare il terreno”.


Rododendro, come coltivarlo: Fiore rododendro

Fiore rododendro Il fiore del rododendro è delicato e la sua fioritura assomiglia molto ad una serie di piccoli gigli; i colori più diffusi sono tendenti al rosa acceso e all'arancione, ma spesso se ne trovano anche bianchi, lilla, azzurri, gialli e rossi. In alcuni casi più rari i petali possono essere addirittura maculati o screziati. Le dimensioni del fiore sono grandi, spesso a dieci stami, molto appariscenti e la fioritura avviene, a seconda della specie, nel corso della primavera e dell'estate, producendo singoli fiori della grandezza di 2 centimetri per circa 10/15 di lunghezza e dalla forma a tubo o a campanella. Alcune varietà presentano un profumo più o meno delicato, come per esempio l'arborescens o il bullatum.

Per avere una buona fioritura ed evitare che i petali appassiscano è bene tenere la pianta in una zona ombrosa o semi ombrosa del giardino, dal momento che questa pianta apprezza il pieno sole solamente in montagna.