Scopri cosa fare per usufruire del bonus per la stufa a pellet

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- 29 ottobre 2019

Le novità per il Bonus stufa a pellet 2019

Dal primo luglio 2019, chi acquista una stufa a pellet (o un climatizzatore, nuovi infissi, boiler a pompa di calore) può usufruire non più della vecchia detrazione Irpef bensì di uno sconto immediato del 50 per cento sul prezzo di vendita. La convenienza quindi aumenta, perché non c’è più bisogno di aspettare dieci anni in totale come accade per lo sgravio.

Il cosiddetto Decreto Crescita, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nell’estate 2019, prevede una serie di misure fiscali finalizzate a favorire la crescita economica del Paese, a rilanciare gli investimenti privati e tutelare il made in Italy. Un ruolo primario, in questa legge, ha il risparmio energetico. Perché ormai è chiaro che non può esserci crescita senza risparmio di energia.

In foto la stufa a pellet Wall disegnata da  Patricia Urquiola per MCZ e lanciata proprio nel 2019. Ha una forma cilindrica, è priva di griglie di aerazione frontali ed è realizzata interamante in acciaio. Le tubature e tutti gli elementi tecnici sono nascosti alla vista.

Cosa fare per usufruire dello sconto sulla stufa

Come avere lo sconto del 50 per cento previsto dal Decreto Crescita nel momento in cui si acquista una stufa a pellet? Semplicemente effettuando una cessione del credito. Per essere più chiari, il pagamento deve avvenire sempre e solo tramite bonifico (come nel caso delle detrazioni) e nella fattura viene indicato l’intero importo, ma sarà necessario versarne solo la metà.

Occorre poi comunicare all’Agenzia delle Entrate (non c’è invece l’obbligo di comunicazione anche all’Enea) l’avvenuta cessione del credito e quest’ultima renderà disponibile, per colui che ha effettuato la vendita della stufa, la somma in questione come credito d’imposta da utilizzare nell’arco di cinque anni. Anche il commerciante, quindi, ottiene un vantaggio da questo modus operandi.

In foto la stufa a pellet Vyda Air Tight di Edilkamin, con focolare in ghisa e uscita fumi posteriore. Questo apparecchio consente di programmare lo spegnimento ritardato (Funzione Night) e disattivare la ventilazione forzata mantenendo la convenzione (Funzione Relax). C’è anche il radiocomando.

Di quali altre detrazioni fiscali si può usufruire

Non soltanto lo sconto immediato del 50 per cento: ci sono altre due agevolazioni (naturalmente non sono cumulabili) di cui può godere chi compra una stufa alimentata a pellet. Innanzi tutto, se l’acquisto è successivo a interventi di ristrutturazione agevolabili con il Bonus ristrutturazione, è possibile richiedere anche per la stufa una detrazione Irpef pari al 50 per cento (e sono sempre dieci rate annuali).

Oppure, se l’acquisto è finalizzato a migliorare l’efficienza energetica complessiva dell’abitazione, il contribuente può optare per l’Ecobonus, un’agevolazione pari al 65 per cento, a patto però che il rendimento riconducibile all’apparecchio in questione risulti superiore all’85 per cento.

Anche questo secondo incentivo può essere richiesto, come il primo che abbiamo visto, nella forma dello sconto immediato (e quindi non solo come detrazione articolata in dieci rate annuali). Il limite massimo della spesa detraibile è pari a trentamila euro.

In foto la stufa Tour XW di Caminetti Montegrappa con rivestimento in maiolica e porta in ghisa con vetro serigrafato. La struttura è invece in acciaio inox verniciato. Si sceglie fra quattro colori: bianco lucido, avana, bordeaux lucido e grigio.‎

Conto Termico per le stufe a pellet

L’ultimo incentivo a disposizione dei contribuenti è il Conto Termico, finalizzato a incentivare la sostituzione di vecchi apparecchi per riscaldare la casa con nuove stufe a pellet ma anche caldaie e caminetti a biomassa. Per richiederlo, quindi, è necessario avere un apparecchio ormai obsoleto e la volontà di cambiarlo con un apparecchio di ultima generazione che permetta di ridurre le emissioni di sostanze nocive e assicuri un elevato rendimento energetico.

L’importo in questione dipende dalle caratteristiche della stufa, della caldaia o del caminetto, dalla zone in cui vengono installati e, appunto, dalla quantità delle polveri emesse: si può arrivare anche al 65 per cento di rimborso della spesa. Spesa che però non può superare il tetto dei 5.000 euro. Il rimborso avviene in un’unica soluzione ed entro due mesi dal giorno in cui la domanda viene accettata.

In foto vedete la stufa a pellet ad aria Bianca Lux di Palazzetti, in acciaio verniciato con fianchi stondati e frontale in vetro. Fra le caratteristiche di questo apparecchio segnaliamo anche il pannello digitale con controllo a sfioramento.

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