Sanatoria edilizia

Sanatoria edilizia 2013

La normativa riguardante la sanatoria edilizia nasce dalla duplice esigenza di scoraggiare da un lato l'attività di costruzione edilizia abusiva e dall'altro di permettere di regolarizzare situazioni in cui è possibile il recupero di quanto edificato, chiaramente con il pagamento di sanzioni amministrative.

Spesso viene confusa con il condono che in realtà è una legge speciale emanata dal governo con una scadenza ben precisa entro la quale è necessario fare la relativa domanda. Le leggi che regolamentano la sanatoria edilizia al contrario non hanno scadenza e nascono nel 1985, con una prima normativa che introduceva una serie di sanzioni inclusa la demolizione stessa degli immobili abusivi. Negli anni la normativa è stata più volte modificata ed integrata, in ultimo, nel 2013 sono state introdotte delle novità con il famoso "decreto del fare", il d.l. 69/2013.

Uno dei presupposti fondamentali della sanatoria è che la costruzione abusiva sia conforme alla disciplina urbanistica già dal momento della sua realizzazione e non solo al momento della presentazione della domanda.

Il condono edilizio e la sanatoria edilizia vengono molto spesso confusi tra loro


Sanatoria edilizia 2012

Una delle tante strutture costruite abusive costruite senza i permessi edilizi Rispetto alla sanatoria edilizia 2012, il decreto del fare, entrato in vigore 22 giugno 2013, introduce delle disposizioni di modifica del Testo Unico Edilizia con particolare riferimento alla SCIA Edilizia ed alla Comunicazione di Inizio Lavori. In base queste modifiche tutti gli oneri necessari all'acquisizione delle autorizzazioni vengono conferiti allo Sportello Unico per l'Edilizia. La sanatoria della SCIA avviene tramite la richiesta da parte della Pubblica Amministrazione a conformare l’attività edilizia alla normativa, se non provvede nei termini fissati deve essere vietata la prosecuzione dei lavori e la rimozione degli effetti.Una delle novità introdotte riguarda l’abolizione del silenzio rifiuto in caso di presenza di vincoli ambientali, paesaggistici o cultuali. In tali casi il dirigente competente deve in ogni caso trasmettere al richiedente il provvedimento di diniego entro 5 giorni dalla data in cui è acquisito agli atti.Fonte Foto: condono-edilizio.com

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Sanatoria edilizia costi

La normativa relativa alla sanatoria edilizia ha subito notevoli modifiche nel corso degli anni Le modalità di presentazione della domanda di sanatoria cambiano a seconda della tipologia di costruzioni abusive: entro 90 giorni dalla notifica in cui il comune intima la demolizione se l'opera è stata realizzata senza permesso edilizio; entro il termine espressamente indicato nell'ingiunzione in caso di ristrutturazione effettuata in assenza di permesso o di parziale difformità dell'opera dal permesso ottenuto. In base alle differenti situazioni si generano costi differenti.

La regolamentazione delle costruzioni abusive nasce anche dalla necessità per il governo di incrementare le proprie entrate, incassando un contributo che non era stato riscosso a causa della natura illegale dei lavori. Pertanto la sanatoria edilizia presenta dei costi specifici in termini di recupero dei contributi non pagati e di sanzioni pecuniarie.


Costo sanatoria edilizia

Un esempio dei costi per le pratiche relative alla sanatoria edilizia Come già detto il costo della sanatoria edilizia varia in base alle specifiche situazioni vediamo quali sono:

Il soggetto che presenta la domanda di sanatoria edilizia deve pagare un contributo che è pari al doppio di quello normalmente richiesto dal comune, tuttavia se le opere abusive erano soggette a permesso gratuito la somma che il soggetto deve pagare è contributo minimo di 516 euro.

Infine per le opera realizzate in "parziale difformità" la somma da pagare sarà determinata in base al tipo di intervento abusivo e solamente per la parte abusiva.Alla richiesta deve essere data una riposta entro sessanta giorni da responsabile dell'ufficio comunale competente in materia edilizia, trascorsi i sessanta giorni senza alcuna risposta il provvedimento si intende rifiutato.

Nel caso i cui l'abuso edilizio non sia sanabile si procede con la demolizione.