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Conto condominiale, le nuove normative

Conto condominiale, le nuove normative

- 07 luglio 2015

Aprire un conto corrente condominiale

Molti i cambiamenti introdotti dalla riforma del condominio nel codice civile, tra cui l’obbligo di apertura e di utilizzazione di un conto corrente intestato al condominio. Questa modifica accolta positivamente porta maggiore chiarezza e correttezza dal punto di vista della gestione del denaro in situazioni di gestione tra più individui. La legge n. 220 del 2012 impone all’amministratore di aprire e utilizzare un conto corrente condominiale per la gestione del denaro dei condomini, per il pagamento di tutti gli eventuali interventi legati alla manutenzione, alla pulizia, alla cura e altro del condomino. In caso di mancata apertura del conto corrente i condomini possono previa assemblea revocare l’amministratore e addebitargli le eventuali spese legali.

Trasparenza e correttezza

I principi di trasparenza e correttezza nella gestione del denaro condominiale sono finalmente affermati dalla necessità e obbligatorietà di apertura di un conto corrente condominiale gestito dall’amministratore stesso del condominio.  Questa legge obbliga l’amministratore all’utilizzo del conto corrente condominiale per ogni movimento in entrata o in uscita, che riguardi il condominio stesso. Inoltre, anche per i piccoli interventi come pagamenti dell’impresa delle pulizie e altro l’amministratore deve lasciare traccia dei pagamenti e di ogni sorta di movimento del denaro: i soldi dei condomini devono in ogni caso transitare dal conto corrente condominiale prima di poter essere utilizzati.

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