Scegli da abbinare al divano tavolini da salotto particolari

- 03 giugno 2021

Come scegliere i modelli di tavolini particolari più adatti

Mettere un tavolino un salotto, in prossimità di divani e poltrone, è senza dubbio una questione di comodità: come fare a meno di una superficie su cui poggiare bicchieri, tazze e tazzine, il giornale, il telecomando o semplici oggetti decorativi? Ma il tavolino è anche molto altro.

È un arredo che contribuisce notevolmente alla definizione stilistica della stanza. E se da una parte c'è chi ha gusti più tradizionali, e quindi sceglie modelli molto basic, dall’altra aumenta il numero delle persone che proprio nei tavolini identificano l’occasione per aggiungere originalità all’ambiente, personalizzandolo meglio.

Anche perché molti sono caratterizzati da un’estetica decisa, molto particolare. Sono insoliti, inediti, alcuni scultorei: i designer gareggiano a colpi di creatività e le proposte si fanno sempre più numerose. Inevitabile, quindi, è porsi il dilemma della scelta. Tavolino di design, "strano". Ok, ma quale?

Se si predilige il minimalismo, si punti sui mix materici e cromatici, sempre di grande effetto. Se, al contrario, si apprezzano le forme fuori dal comune, anche estrose, è preferibile prediligere modelli concepiti in modo che proprio i materiali e i colori facciano da contraltare, riequilibrino l’insieme per non pregiudicare l’armonia complessiva. Gli eccessi vanno sempre evitati.

E ancora, il tavolino può essere un elemento di contrasto rispetto agli altri arredi presenti nel soggiorno, o perlomeno nella zona relax, ma è importante individuare e seguire un fil rouge. Un fattore che dia continuità all’insieme. Può essere il colore, appunto. La materia prima. Ma possono essere anche le forme, le linee. La decisione è libera.

Nella foto, i tavolini Art Glass di Missoni Home: bassi, rotondi, con telaio in acciaio a sezione ellittica e piano di appoggio in vetro temprato accoppiato con resine, lavorate totalmente a mano. I piedini sono in lana ad alta densità, antiscivolo e antigraffio.

Soda di Miniforms, la magia del vetro soffiato

Ideato dal designer greco Yiannis Ghikas per la collezione Miniforms 2021, Soda è un tavolino prezioso e davvero unico nel suo genere. Scultoreo, affascinante, in grado di catalizzare gli sguardi. Consiste in un unico volume di vetro soffiato di Murano, la base ha la forma di tre petali e sostiene il piano rotondo. Perché si chiama così? Perché proprio la soda è uno dei principali elementi che compongono il vetro.

Il processo di produzione avviene interamente nella fornace, in modo quasi primitivo; il risultato è una buccia dura e martellata che valorizza al massimo la materia prima in un gioco di trasparenze, riflessi, luci e ombre che ha del magico. A seconda dal punto in cui ci si trova, Soda viene percepito in modo differente. Da una certa angolazione, per esempio, si notano zone più scure, risultato della sovrapposizione di vari layer di vetro.

Per quanto concerne le dimensioni, si sceglie fra il modello da 55x55x30 cm (lunghezza, larghezza e altezza) e quello da 38x38x45 cm. Due le finiture disponibili: Ambra e Verde Petrolio.

I coffee table Moon di Living Divani

Nel 2014 Noa Ikeuchi e Tommaso Nani, fondatori di Mist-o, studio di design con base a Tokyo e Milano, hanno progettato per Living Divani il comodino Moon. Nel 2021 questa collaborazione ha dato nuovi frutti, cioè 3 nuove varianti del progetto pensate invece per la zona giorno.

Come suggerisce il nome stesso, hanno una forma cilindrica o semicilindrica e sono un inno all’essenzialità più moderna. Full Moon è caratterizzato da un volume basso e ampio e un’apertura battente superiore; Moon Eclipse ha una doppia struttura, è cioè composto da un cilindro basso fisso e un contenitore satellite che si apre su un lato. C’è poi Moon Satellite, un contenitore multifunzionale con ruote e due vani di differenti dimensioni e capacità, uniti tramite cerniere.

Questi tavolini sono realizzati in multistrato curvato impiallacciato in rovere naturale o tinto carbone e finitura con vernice acrilica ad acqua. La base, i ripiani interni e il top sono però in MDF impiallacciato rovere; i componenti girevoli estraibili di varie capienze sono in MDF verniciati nero opaco.

Pierre di Poltrona Frau, nuove declinazioni del marmo

I tavolini Pierre di Poltrona Frau - novità 2021 - sono stati creati da Jean-Marie Massaud con un obiettivo ben preciso: scoprire nuove potenzialità espressive del marmo. Ecco quindi che il designer ha creato i piani rettangolari accostando lastre di marmo Nero Pagoda (con finitura lucido Naturale) di diverse larghezze e orientandole in modo che le venature naturali formino linee dritte ma al contempo sfalsate, parallele al lato maggiore del piano stesso.

Il risultato è un affascinante e moderno effetto grafico, apparentemente semplice ma in realtà derivante – appunto – da una complessa ricerca materica e stilistica. C’è anche un’altra versione, quella con finitura in marmo Calacatta Oro, che invece è a lastra unica.

In entrambi i casi, una cornice con profilo a L in alluminio mette in risalto lo spessore della pietra. La base è realizzata in tubolare di acciaio con finitura granigliato brunito e presenta piedi zigrinati in alluminio. Le dimensioni delle varianti sono le seguenti: cm 90x90 h 32,cm 150x60 h 32, cm 150x90 h 32.

Il tavolino a base romboidale Alpha di De Castelli

Il tavolino Alpha fa parte del nuovo progetto Rame at Home, presentato da De Castelli nel 2021 e che vede protagonista, appunto, il rame naturale. La materia prima in questione è stata lavorata con la tecnica DeErosion, che ha permesso di ottenere un pattern a righe diagonali, il quale a sua volta valorizza le geometrie e l’effetto grafico.

Alpha – design Martinelli Venezia - è un tavolino contenitore a base romboidale. Proprio la sua forma, così semplice, lo rende modulare; abbinandolo con altri elementi uguali, ruotati o traslati, è infatti possibile ottenere configurazioni differenti. Le possibilità compositive sono numerose, lo stesso utente può mettere alla prova la propria creatività.

Il processo produttivo non prevede trattamenti superficiali, di conseguenza il rame conserva intatte le sue proprietà antibatteriche. La struttura interna è in legno laccato. Dimensioni del tavolino: larghezza 90 cm, profondità 52 cm, altezza 35 cm.

La collezione Vittorio di Meridiani

La proposta targata 2021 di Meridiani coincide invece con la famiglia di tavolini Vittorio disegnata dal lodigiano Andrea Parisio, che è anche art director del brand. Dalla forma circolare, sono disponibili con differenti diametri e altezze. In tutto sono 8 varianti; accostandone due o più l’una all’altra, vogliamo sottolinearlo, si ottiene un effetto visivo molto interessante.

La struttura è in legno massello, si sceglie fra i colori Tobacco, Black, White, Light e fra le finiture lucide e opache nei diversi colori di collezione. Il top consiste in una sorta di vassoio che può accogliere un piano in vetro retro-verniciato, in marmo lucido o in rovere. Proprio per quanto riguarda il piano, la gamma di finiture è assai ricca.

La versatilità del prodotto è data, quindi, anche dalla possibilità di combinare materiali diversi, con abbinamenti tono su tono o a contrasto e, volendo, anche aggiungere un sotto-piano optional.

I tavolini della collezione Tweed Mini di Zanotta

Il 2021 è anche l’anno in cui Zanotta ha lanciato la collezione Tweed Mini progettata dallo studio García Cumini, ovvero dai designer Vicente García Jiménez e Cinzia Cumini. Si tratta di 3 tavolini da salotto dalla forma fluida, morbida e irregolare, pensati in primis per completare le ampie isole di divani, più in generale per l’area destinata agli imbottiti.

I piani di questi tavolini sono realizzati in legno placcato in rovere verniciato colore naturale, a poro aperto colore nero oppure placcato in noce canaletto. Il sotto piano è verniciato colore nero, le gambe (tre o quattro in base all’ampiezza del top e lievemente inclinate a cuneo) sono in tubolare di acciaio verniciato colore nero opaco.

La principale peculiarità è la lavorazione a intarsio in diagonale, che porta a un mutamento della percezione a seconda del punto di osservazione. I fogli di legno sono posizionati uno accanto all’altro in modo che le righe e le venature naturali formino un segno grafico in continuità con la linea che divide il piano in due parti uguali il piano. L’effetto, come si può vedere chiaramente in queste foto, è simile a una foglia.

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