Nuova Imu: tutte le informazioni necessarie

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- 02 giugno 2021

Quando scade la prima rata dell’Imu 2021

Nel 2020 è entrata in vigore la nuova Imu, frutto della fusione fra la Tasi e la vecchia Imposta municipale unica. Per quanto concerne la disciplina, non ci sono cambiamenti sostanziali; ciò vale anche per le scadenze.

Chi sperava in un posticipo relativo al versamento dell’acconto Imu 2021 è rimasto deluso: il Governo ha infatti confermato la data del 16 giugno 2021. Il 16 dicembre 2021 bisognerà invece pagare il saldo a conguaglio.

Le aliquote vengono stabilite autonomamente da ogni Comune tramite apposite delibere, partendo però da una percentuale di base. Nel caso dei fabbricati e dei terreni edificabili, per esempio, quest’ultima è pari allo 0,86 per cento e le amministrazioni comunali possono aumentarla fino all’1,06 per cento o diminuirla fino allo 0,76 per cento. Per le abitazioni principali di lusso è stata fissata la percentuale dello 0,5 per cento e il Comune ha la facoltà di aumentare l’aliquota di 0,1 punti percentuali oppure diminuirla fino all’azzeramento.

Il pagamento del tributo può avvenire tramite il modello F24 (reperibile presso gli sportelli bancari e postali o scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate) oppure un bollettino di conto corrente postale.

A chi spettano esenzioni e riduzioni

C’è una buona notizia: tramite la Legge di Bilancio 2021 e il cosiddetto Decreto sostegni, il Governo italiano ha introdotto delle novità relative all’esenzione Imu. Sono aumentati, cioè, i casi in cui i cittadini risultano esonerati dal pagamento dell’acconto. Le ragioni, è facile dedurlo, sono riconducibili in primis all’emergenza sanitaria, che si è tradotta in grandi difficoltà economiche per la maggior parte dei cittadini.

Si fa innanzi tutto presente che la tassa in questione non riguarda le abitazioni principali, fatta eccezione per gli immobili di lusso, ovvero censiti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9: questo avveniva già prima. Ma andiamo avanti. Sono esentate dal versamento dell’acconto Imu 2021 le attività commerciali, turistiche, ricettive e della ristorazione. Quindi, per fare qualche esempio,gli stabilimenti balneari e termali, gli alberghi e tutte le altre tipologie di strutture ricettive, ma anche le strutture espositive per fiere e manifestazioni, sale da ballo, discoteche.

Per gli immobili inagibili o inabitati, inoltre, è prevista una riduzione pari al 50 per cento per il periodo in cui non è stato possibile usufruirne. La stessa percentuale di sconto viene applicata agli immobili di interesse storico e artistico e a quelli concessi in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che li usano come abitazioni principali.

Taglio del 50 per cento anche per i proprietari e gli usufruttuari di immobili in Italia, ma solo per una unità, residenti all’estero e che siano titolari di una pensione estera maturata in regime di convenzione internazionale con il nostro Paese. Si sale fino al 75 per cento, invece, per gli immobili concessi in locazione con contratti a canone concordato.

Come si fa il calcolo dell’Imu 2021

Per calcolare l’Imu bisogna partire dalla base imponibile, cioè dalla rendita catastale dell’immobile rivalutata del 5 per cento e moltiplicata per il coefficiente relativo alla tipologia dell’immobile stesso (per le categorie da A/1 a A/11, esclusa A/10, per esempio è 160).

Dopo di che, si applicano le aliquote stabilite dal Comune. L’acconto si calcola sulla base di quelle del 2020 ed è pari al 50 per cento della somma ottenuta, per il saldo finale – da pagare, lo ricordiamo, a dicembre – entrano invece in gioco le aliquote deliberate per il 2021, che saranno pubblicata sul sito del Mef entro il 28 ottobre 2021.

A chi chiedere aiuto per il calcolo? Ai commercialisti e ai sindacati, innanzi tutto. Ma vogliamo fare presente che quasi tutte le amministrazioni comunali hanno messo a disposizioni programmi ad hoc e gratuiti, usufruibili tramite i rispettivi siti ufficiali: sono semplici da usare, basta inserire alcuni dati. E anche andando al di là dei servizi offerti dal Comune, si trovano in Rete numerosi siti che offrono strumenti simili.

Si paga l’Imu per la seconda casa?

Ormai è chiaro: le abitazioni principali sono esenti dall’Imu 2021, fatta eccezione per gli immobili di lusso. Per le seconde case – e relative pertinenze - il tributo dev’essere invece versato. Ma attenzione, perché non mancano informazioni positive coincidenti con una semplice deduzione: anche in questi casi, infatti, è possibile usufruire delle agevolazioni precedentemente illustrate.

Ricapitolando, si ottiene una riduzione del 50 per cento dell’importo dovuto nel caso in cui l’immobile in questione risulti inagibile oppure venga utilizzato solo per determinati periodi dell’anno (si pensi alle case al mare o in montagna), sia concesso in comodato d’uso ai figli (o, al contrario, ai genitori) o sia un fabbricato di interesse storico e artistico. Se la seconda casa viene concessa in locazione con contratto a canone concordato, si ha invece uno sconto del 75 per cento.

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