Anagrafe condominiale

Nuove norme per i condomini

Con la Legge 220 dell'11 Dicembre 2012 è stata promulgata una nuova regola per i condomini, che ha modificato quella già esistente, con alcune variazioni, e qualche novità.

La riforma dei condomini è poi entrata effettivamente in vigore nel giugno del 2013, ed è quella attualmente vigente, ed ha apportato come principale innovazione rispetto al passato l'istituzione del registro di anagrafe condominiale, che è regolata e istituita all'articolo 10. 

In base a questo articolo, l'obbligo di tenere il registro va all'amministratore di condominio, mentre dal canto loro i condomini sono obbligati a dare lui tutte le informazioni richieste.

In cosa consiste esattamente questo registro?

Al punto 6 dell'articolo dieci, parlando dell'amministratore di condominio, si dice che lui è tenuto a "curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale" il quale è dichiarato "contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza".

Quindi, in linea di massima, si tratta di un fascicolo informativo circa le varie unità immobiliari o abitative che costituiscono un condominio; ma vediamo nello specifico quali informazioni si è tenuti a dare nel momento in cui venga richiesto di compilare un modulo per l'anagrafe condominiale.

Si può aggiungere che tale operazione non è obbligatoria, nel senso che non è prevista una sanzione nel caso in cui non vi si ottemperi, ma che è bene comunque rispettare la norma, perchè l'amministratore potrebbe reperire personalmente i dati di cui necessita, salvo poi addebitare al condomino il costo di questa operazione.

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Come compilare il modulo dell'anagrafe condominiale

anagrafe condominiale Tanto per cominciare, il modulo, o questionario, per l'anagrafe condominiale deve essere compilato dal proprietario della casa. Se i proprietari sono due, o più, è sufficiente che lo faccia uno solo.

Il proprietario di una casa è anche tenuto a comunicare all'amministratore di condominio qualsiasi modifica che tali dati potrebbero subire entro 60 giorni dall'avvenuta modifica.

I primi dati da inserire solo quelli meramente anagrafici del proprietario, quindi nome, cognome, data di nascita, codice fiscale. I dati anagrafici da inserire sono poi anche quelli di altri eventuali usufruttuari del bene, ovvero inquilini, comodatari, titolari di usufrutto, abitazione o superficie. Non servono invece i dati personali e sensibili di altri familiari o conviventi.

C'è poi la parte relativa all'abitazione vera e propria, vale a dire i dati catastali.

I dati catastali di un immobile possono essere recuperati in diversi modi: si possono richiedere direttamente all'Agenzia delle Entrate, li si può desumere dalla dichiarazione di pagamento delle tasse sulla casa, oppure sono espressi nel rogito iniziale.

A volte sono chieste molte specifiche ulteriori e ci si potrebbe smarrire, ma non è necessario essere molto dettagliati, perchè l'accatastamento degli immobili è spesso un'operazione complessa. Sarà sufficiente immettere i dati certi che si possiedono, senza scendere troppo nei particolari.

C'è poi una voce che è parecchio controversa, perchè richiede di fornire "ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza". Qualcuno potrebbe pensare che sia necessario presentare tutti i certificati di conformità degli impianti, idraulico, elettrico, ecc. Ma sarebbe un'impresa titanica.

La normativa può essere ottemperata semplicemente con un'autocertificazione, ovvero una dichiarazione che sostenga che tutti gli impianti della casa sono a norma. L'unico accorgimento che si deve usare, è quello di specificare che sia a norma alla data in cui è stato costruito, o ristrutturato.

Le normative infatti cambiano molto in fretta, e se non esiste una legge che imponga di aggiornare continuamente la propria impiantistica di conseguenza, però dichiarare che essa è in regola secondo la normativa vigente potrebbe equivalere a dichiarare il falso.

Se poi si possiede il certificato di agibilità dell'edificio o dell'appartamento in cui si risiede, che in genere viene consegnato al momento dell'acquisto, lo si può allegare. Il certificato di agibilità è infatti un documento che attesta che la costruzione è a norma secondo molteplici punti di vista.

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Anagrafe condominiale: tutela per gli inquilini

anagrafe di condominio In definitiva, si può ritenere il registro dell'anagrafe condominiale una vera e propria istantanea dell'aspetto complessivo, a livello catastale e legislativo, di un condominio.

Questa regola è stata imposta soprattutto per adeguarsi alle più recenti normative sulla sicurezza emanate anche a livello europeo, ma bisogna tenere presente un aspetto molto specifico.

Infatti, la legge chiarisce che il compito di redigere e tenere costantemente aggiornato il registro è a carico dell'amministratore di condominio: ciò vuol dire che, nel caso in cui esso non ci sia o non sia mai stato nominato, nessuno deve farsi carico di questo onere. 

L'anagrafe di condominio è uno strumento di tutela e monitoraggio utile agli inquilini ma soprattutto alle autorità per poter avere un quadro chiaro della situazione immobiliare italiana.

 

Prima Foto: Condomini, la riforma in vigore