- 22 settembre 2026

Cosa cambia nel mondo della ceramica

A Cersaie 2026 la ceramica acquista profondità e assume un ruolo sempre più centrale nella progettazione degli interni. Le nuove collezioni presentate a Bologna raccontano superfici da guardare, ma anche da toccare: rilievi, incisioni e irregolarità controllate incontrano colori minerali, tonalità della terra e decori dal ritmo architettonico.

Il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, in programma dal 21 al 25 settembre, riunisce aziende e professionisti internazionali per presentare materiali, tecnologie e orientamenti destinati a influenzare il progetto degli spazi nei prossimi anni. Tra le direzioni più evidenti emergono texture tridimensionali, palette naturali e nuove geometrie decorative. 

Superfici tattili: la materia torna protagonista

La ceramica supera l’idea di superficie uniforme e perfettamente levigata. Microincisioni, graniglie, scanalature, ondulazioni e bassorilievi danno vita a rivestimenti che reagiscono al tatto e modificano la percezione dell’ambiente. La ricerca tecnologica permette di coordinare sempre meglio struttura e grafica, facendo coincidere i rilievi con venature, fibre e inclusioni minerali.

Gli effetti pietra, legno, cemento, tessuto e argilla diventano così più profondi e realistici, senza rinunciare alla resistenza e alla facilità di manutenzione proprie della ceramica. Non si tratta però di una semplice imitazione della materia naturale. Le superfici vengono reinterpretate attraverso segni essenziali e irregolarità misurate, capaci di conferire carattere alle pareti senza appesantire lo spazio.

La decorazione diventa parte della struttura e può essere utilizzata per valorizzare una parete, definire una nicchia o creare continuità tra le diverse aree della casa.

Rilievi e luce trasformano la percezione degli spazi

La tridimensionalità introduce una relazione dinamica tra rivestimento e illuminazione. Una parete scanalata o sfaccettata cambia aspetto nel corso della giornata: appare più uniforme con una luce frontale e rivela ombre, variazioni e profondità quando viene raggiunta lateralmente.

La luce radente sottolinea le incisioni e rende visibili anche le differenze più sottili. Le finiture opache assorbono la luminosità e restituiscono un’immagine morbida e materica; quelle satinate creano riflessi delicati, mentre le superfici lucide amplificano il colore e la profondità. Il rivestimento ceramico diventa così un elemento vivo, capace di modificarsi in base al punto di osservazione.

Rilievo e luce possono costruire ritmo e gerarchie senza ricorrere a decori aggiunti, trasformando una parete in una presenza architettonica. È uno dei temi più evidenti tra le anticipazioni e le nuove collezioni presentate durante la manifestazione.

I colori della terra definiscono una nuova neutralità

La palette di Cersaie 2026 guarda al paesaggio e ai suoi colori meno saturi. Sabbia, calcare, grigio minerale, argilla, ocra, cotto, ruggine e tabacco sono affiancati da verde oliva, salvia e muschio. Tonalità avvolgenti che sostituiscono progressivamente il bianco assoluto e costruiscono ambienti più caldi e misurati.

Il beige non è più un colore di sottofondo, ma una base progettuale ricca di sfumature che rende più morbida la diffusione della luce. Ocra e terracotta introducono calore, mentre i bruni e i verdi profondi possono essere impiegati per creare punti focali o mettere in relazione gli interni con il paesaggio esterno. Le composizioni tono su tono diventano uno degli strumenti principali per coordinare pavimenti, pareti e arredi.

Le differenze non vengono affidate a contrasti netti, ma a variazioni di texture, opacità e temperatura cromatica. Il risultato è un ambiente continuo, equilibrato e accogliente.

Geometrie e piccoli formati ritmano le pareti

Accanto alla ricerca materica ritorna la decorazione geometrica, interpretata però con un linguaggio più libero e architettonico. Moduli, listelli, brick e piccoli formati consentono di creare composizioni personalizzate, alternando direzioni di posa, tonalità e livelli di profondità.

Il disegno non si limita a rivestire la superficie, ma contribuisce a organizzare lo spazio. Le geometrie possono sottolineare una zona funzionale, accompagnare lo sviluppo verticale di una parete o interrompere con misura una superficie uniforme. Motivi floreali stilizzati, segni incisi e pattern ispirati al paesaggio vengono scomposti fino a diventare ritmo, proporzione e movimento.

Questa tendenza convive con le grandi lastre, utilizzate per ottenere superfici continue e ridurre la presenza delle fughe. Piccolo e grande formato non rappresentano quindi due direzioni opposte: possono dialogare nello stesso progetto, alternando campiture essenziali e dettagli più espressivi.

Pietra, legno e cemento diventano interpretazioni

Il richiamo alla natura rimane centrale, ma si allontana dalla semplice imitazione. Pietra, marmo, legno e cemento vengono riletti attraverso variazioni cromatiche, segni amplificati e stratificazioni che ne evocano l’origine senza copiarla letteralmente.

Le venature diventano più reali, le inclusioni minerali costruiscono superfici atmosferiche e gli effetti cemento si ammorbidiscono attraverso microgranuli e leggere nuvolature. Anche il legno ceramico si orienta verso contrasti delicati e tonalità calde, adatte a creare continuità tra zona giorno e spazi esterni.

La ceramica mette così in relazione memoria e innovazione: conserva il richiamo alla materia naturale, ma lo traduce in un prodotto resistente e adatto alle esigenze dell’architettura contemporanea.

Texture e colore: il progetto cerca equilibrio

La direzione più interessante di Cersaie 2026 non consiste nell’accumulare effetti, ma nel calibrarli. Un rilievo pronunciato può essere equilibrato da un colore uniforme; una tonalità intensa può diventare più sofisticata attraverso una struttura appena percettibile; una superficie chiara può acquistare profondità grazie a incisioni leggere e ombre precise.

Pavimenti e rivestimenti non sono più considerati uno sfondo neutro da scegliere alla fine del progetto. Diventano strumenti con cui definire funzioni, guidare i passaggi e costruire l’identità degli ambienti. Materia, luce e colore lavorano insieme per creare spazi più sensoriali, concreti e connessi al paesaggio.

È questa la sintesi delle nuove tendenze ceramiche: superfici capaci di unire ricerca estetica, prestazioni tecnologiche e qualità percettiva, trasformando la piastrella in un vero elemento di architettura.