Controllo caldaia, le tempistiche

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- 10 giugno 2015

Controllo caldaie

Il controllo della caldaia va effettuato periodicamente – questo è fuor di dubbio - ma esistono due operazioni distinte al riguardo. Da un lato vi è la revisione dell’impianto, che è cosa diversa rispetto alla classica verifica dei fumi, necessaria per controllare l’efficienza energetica. Il DPR n. 74 del 2013 ha rinnovato la disciplina di riferimento per il funzionamento e la manutenzione degli impianti di riscaldamento delle residenze. La manutenzione ordinaria o revisione della caldaia è un passaggio essenziale per assicurare la sicurezza del sistema, il risparmio energetico e la riduzione dell’inquinamento. Tuttavia periodicità realtiva alla revisione della caldaia non segue regole fisse.

Il DPR n. 74 del 2013 in effetti specifica che le operazioni di manutenzione ordinaria vanno effettuate da imprese abilitate con la periodicità indicata nelle istruzioni tecniche fornite dall’azienda che ha installato l’impianto. Basta dunque leggere le istruzioni d’uso dell’impianto che abbiamo in dotazione. L’impresa che ha installato la caldaia deve indicare la periodicità delle verifiche, in base al genere d’impianto e alla sua potenza, in genere a cadenza annuale o biennale.

Controllo fumi caldaia

Il discorso è diverso in merito alla verifica dell’efficienza energetica, vale a dire il controllo dei fumi della caldaia con relativo rendimento di combustione. In questo caso è l’allegato A del DPR n.74 del 2013 a specificare la periodicità dei controlli. Più in dettaglio, si parla di due anni per gli impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza inferiore o uguale a 100kw; di quattro anni per impianti a gas metano o GPL con potenza inferiore a uguale a 100kw: di un anno per gli impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza superiore a 100kw e di due anni per gli impianti a gas metano o GPL con potenza superiore a 100kw.

Le novità inserite nel DPR 74 del 2013 sono in vigore solo nelle regioni che non hanno recepito la direttiva comunitaria 2002/91/CE sul rendimento energetico degli edifici, ossia Liguria, Valle D’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, Abruzzo. Meglio dunque controllare la normativa di riferimento della propria Regione per maggiori informazioni.

Controllo annuale caldaia

Sicurezza, assenza di pericolosi problemi, ottimizzazione del funzionamento dell’apparecchio, risparmio energetico ed economico: tutto questo significa il controllo caldaia, un’operazione essenziale, da non sottovalutare. Infine non bisogna dimenticare che in seguito alla revisione della caldaia e della verifica dei fumi, il tecnico di fiducia deve rilasciare un rapporto di controllo da allegare al libretto di impianto.

Non da ultimo, precisamente dal 15 ottobre 2014, è in vigore un nuovo libretto di impianto obbligatorio per i proprietari di abitazione, il quale deve essere compilato per la prima volta dal manutentore, ma il vecchio che abbiamo in casa non deve essere buttato via, poiché costituisce la documentazione storica e cronologica della nostra caldaia. Eccoci dunque perfettamente aggiornati sui controlli relativi alla caldaia: non ci resta che attendere le eventuali prossime novità in ambito normativo.

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