Tritarifiuti, gli scarti organici si smaltiscono a casa

Tritarifiuti domestico

Il tritarifiuti domestico, detto anche dissipatore alimentare, fu ideato nel 1927 da John W. Hammes, un architetto di Racine, che successivamente fondò l’azienda il marchio InSinkErator e cominciò a commercializzare la sua invenzione, arrivando a diffonderla in tutto il mondo. Chi possiede un tritarifiuti non deve più raccogliere l’umido in appositi contenitori: basta mettere gli scarti nel lavello e azionare il meccanismo di triturazione. Contrariamente a quanto pensa qualcuno, il processo non avviene tramite lame bensì attraverso appositi massetti (martelline metalliche) collocati all’estremità delle pareti interne della camera di triturazione, che gradualmente riducono gli avanzi in poltiglia. L’acqua corrente fa il resto, spingendo tutto verso lo scarico e quindi nella fognatura. Il dissipato è al 90% acqua e al 10% cibo triturato, dunque parecchio liquido; di conseguenza non danneggia neppure i tubi e le condotte. Nel tritarifiuti si possono smaltire frutta (e relativa buccia), frutta secca, pesce, crostacei, mitili, verdure, ossa, pasta, gusci d’uovo, noccioli di frutta, fondi di caffè. Tutti gli scarti organici, in teoria; nella pratica, invece, i vegetali fibrosi/filamentosi come il carciofo, il sedano e il finocchio possono creare problemi ovvero intasare le tubature. Inoltre non è possibile dissipare tutte le ossa di grandi dimensioni. Il dissipatore non inquina. A patto di utilizzarlo, ovviamente, solo per i rifiuti organici.
Tritarifiuti domestico

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Tritarifiuti lavandino

Tritarifiuti lavandino Il tritarifiuti è elettrodomestico. Si colloca sotto il lavello della cucina, proprio in corrispondenza dello scarico del lavandino. Prima di procedere con l’installazione, naturalmente, bisogna verificare la compatibilità con il proprio impianto: quelli datati non vanno bene a causa del diametro ridotto delle tubature utilizzate, spesso ancora in piombo. Ma come si procede con lo smaltimento? Si apre il rubinetto, lasciando scorrere l’acqua per un po’; si preme il pulsante di accensione del tritarifiuti, si mettono gli scarti nel lavello lasciandoli defluire grazie al getto d’acqua e poi si attende che il dissipatore li riduca in poltiglia. A quel punto, si spegne l’apparecchio. Il primo dissipatore alimentare made in Italy è prodotto da Elleci, si chiama Green Power, ha la scocca ad elica in materiale plastico totalmente riciclabile in ABS-V2 e il Packaging completamente riciclabile. Fra le altre caratteristiche: blocco termico (che evita il surriscaldamento mandando automaticamente il dissipatore in protezione), Safety System, Filtro EMC. Fra gli accessori: spingitore rifiuti, gomma paraspruzzi removibile e lavabile, gomito di fissaggio.

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Tritarifiuti Insinkerator

Tritarifiuti Insinkerator E’ stato dunque John W. Hammes, fondatore del marchio InSinkErator, a inventare il tritarifiuti. E lui a commercializzarlo in gran parte del globo. Oggi azienda leader del settore, la InSinkErator ha di recente lanciato nuovi modelli disponibili in diverse versioni (la serie 46, 56 e 66) a seconda della composizione del nucleo famigliare, che triturano in pochi istanti ossa e ogni sorta di alimenti riducendolo in piccolissimi pezzi, i quali a loro volta possono essere smaltiti direttamente tra le acque chiare attraverso il sistema di trattamento delle acque locali o una fossa biologica. In tal modo si rispetta la legislazione italiana e al contempo si alleggeriscono le discariche evitando la formazione di gas metano e la sua dispersione nell’atmosfera, altamente dannosa per la salute. Il dissipatore è molto diffuso negli Stati Uniti e nei Paesi del Nord; in Italia e nel resto d’Europa sta prendendo piede soltanto da qualche anno a questa parte ma i consensi continuano a crescere. Le famiglie apprezzano. Ed è bene tenere presente che questi elettrodomestici non soltanto non inquinano per quanto forniscono energia, dato che gli scarti alimentari possono essere utilizzati per produrre fanghi di depurazione o biogas.


Tritarifiuti, gli scarti organici si smaltiscono a casa: Tritarifiuti Whirlpool

Tritarifiuti Whirlpool Il tritarifiuti Whirlpool AMB783 è in acciaio inox con anello in nichelodromo e ha l’interruttore pneumatico opzionale AMH094. Misure: larghezza 59,5 cm, profondità 57,3 cm, altezza 82 cm. Svolge un’azione di inversione automatica per un funzionamento sicuro e garantisce un isolamento acustico. E’ preferibile installarlo nei lavelli a 2 bacini con scarico 3,5”; lo spessore del lavello nella zona di aggancio del dissipatore non deve superare i 15 mm. L’altezza dello scarico per il montaggio del dissipatore varia da 35 a 40 cm da terra in base alla profondità della vasca del lavello installato. Se non lo si trova nei negozi, niente paura: è facilmente reperibili online, su tutti i più noti siti di e-commerce. E in tal caso è possibile acquistarlo anche a prezzi scontati. Doveroso, infine, far presenti due difetti comuni a tutti i tritarifiuti: rendono necessario uno spreco di acqua potabile non indifferente per far defluire il materiale triturato (in media, è stato calcolato, 30-35 litri al giorno); alcuni modelli richiedono un importante utilizzano di energia in quanto arrivano a una potenza di 750-1000 watt.