Come orientarsi tra i mobili da cucina componibili

- 18 agosto 2015

L'evoluzione dei mobili da cucina componibili

In passato la cucina era unicamente uno spazio adibito alla cottura degli alimenti e non veniva considerato vivibile. Negli anni Sessanta, con la nascita dei primi mobili componibili, anche le cucine si trasformarono in aree abitabili, sino a divenire gli attuali epicentri della casa. Elementi chiave per questo cambiamento epocale sono stati i mobili da cucina componibili, veri e propri moduli con misure variabili in altezza, larghezza e profondità. Oggigiorno i mobili componibili seguono sempre più gli standard dimensionali a cui si adeguano tutti i produttori europei, basti pensare ad esempio che la profondità della quasi totalità delle cucine componibili è 60 cm e che il modulo base relativo allo sviluppo in lunghezza è 15 cm. Il materiale più diffuso impiegato per le scocche è il pannello truciolare nobilitato melaminico.

Cucine nel segno della creatività

Perché anche in cucina, i mobili componibili riscuotono un gran successo? Scegliendo e combinando diversi mobili da cucina componibili, solitamente di uno stesso produttore, oppure di brand differenti, è possibile creare una composizione personalizzata e costruita ad hoc sulle proprie esigenze. Tale composizione è formata solitamente da cassettiere, mobili ad anta, piani di lavoro, colonne per incasso ed elettrodomestici. La laccatura rimane una delle finiture più diffuse per questo tipo di mobile, in particolare nella fascia di prezzo media. Tuttavia negli ultimi anni si è assistito a un crescente utilizzo di materiali alternativi al legno composito laccato, come le lastre acriliche, il gres porcellanato, materiali minerali ed ecosostenibili. Vetro e alluminio rappresentano interessanti alternative ai tradizionali materiali di supporto, che si sposano volentieri con il laccato, ma anche con il legno massello o impiallacciato.

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