Ecco i nostri suggerimenti per rendere belle e funzionali anche le cucine piccole

- 14 maggio 2021

Qualche pratico consiglio per disporre i mobili senza fare errori nelle cucine piccole

La tua cucina è piccola? Nessun problema: una giusta progettazione ti consentirà di renderla comunque pratica, comoda e anche di avere soddisfazioni in termini di estetica. Cominciamo con qualche consiglio relativo alla disposizione dei mobili:

  • Occupare una sola parete, quindi optare per una configurazione lineare, è sempre una buona idea, soprattutto in caso di una cucina piccola e stretta. Le altre pareti restano libere, si ottiene una sensazione di ariosità e tutte le zone operative sono vicine.
  • Una valida alternativa è rappresentata dalle cucine angolari. L’angolo, si sa, spesso viene trascurato, resta totalmente o parzialmente inutilizzato e invece è una risorsa preziosa. Che consente di ottimizzare al meglio tutto lo spazio disponibile.
  • Attenzione alle misure: tieni presente che deve risultare agevole aprire le ante, i cassetti e il forno e che quindi davanti alla cucina occorre lasciare uno spazio libero di almeno 70 cm, che diventano 100 nel caso in cui sia presente una lavastoviglie.

Prendi in considerazione anche la disposizione a U, cioè a ferro di cavallo, che si traduce in un ambiente molto funzionale e può essere risolutiva soprattutto per le stanze a pianta rettangolare.

Come rendere funzionale una cucina di piccole dimensioni

Ci sono diverse soluzioni compositive e svariati stratagemmi – definiamoli così – per rendere funzionale anche le cucine piccole. Facciamo un elenco:

  • Sfruttare le altezze: sono ormai molte le aziende del settore che propongono moduli alti, alcuni dei quali arrivano fin quasi al soffitto. Sono spazi che si possono utilizzare per sistemare le scorte a lunga conservazione e gli utensili che si usano meno spesso.
  • Profondità ridotte: le basi e i pensili hanno una profondità standard di 60 cm, ma non è difficile trovare modelli di 56-58 cm. Gli ingombri si riducono e non si perde granché per quanto concerne la praticità.
  • Gli schienali accessoriabili: ottimo escamotage per sfruttare la superficie fra le basi e i pensili.
  • Cassetti e cestoni: rendono possibile una disposizione super organizzata degli alimenti, delle stoviglie e di tutto ciò che occorre in cucina.
  • Colonne: non ingombrano molto e nella maggior parte dei casi sono predisposte per l’incasso del forno.


Se la cucina è a vista sul living, si può scegliere una composizione con penisola che funga sia da piano di appoggio, sia da bancone snack e sia da elemento divisorio.

Superfici aggiuntive per ampliare lo spazio

Una soluzione per ampliare lo spazio fruibile in una cucina piccola coincide con le superfici aggiuntive. Tavoli, innanzi tutto. Che possono essere a scomparsa, estraibili (per esempio “nascosti” sotto il piano lavoro), allungabili.

Da considerare anche quelli dotati di cassetti, ereditati dal design più tradizionale e rivisitati in chiave moderna: quei vani sono perfetti per conservare posate, tovaglie e altri oggetti di dimensioni contenute. Se la pianta della stanza lo consente, si può anche optare per una penisola a sua volta parzialmente estraibile, che cioè si espande con pochi e semplici gesti per poi tornare allo stato originario altrettanto rapidamente e facilmente.

Un’altra valida soluzione? Le mensole e le scaffalature, nonché le barre metalliche dotate di ganci. La capacità contenitiva è soddisfacente, si possono sfruttare meglio le altezze e le parti di parete che altrimenti resterebbero vuote e in più, essendo elementi a giorno, l’ambiente non viene appesantito.

Colori e materiali da preferire

I colori sono fondamentali: hanno il potere di mutare la nostra percezione dello spazio. Questo significa che, scegliendo le tonalità giuste, la cucina sembra molto più grande e anche più luminosa. In pool position troviamo il bianco e tutte le altre tonalità chiare e neutre, dal beige al grigio nelle sue innumerevoli sfumature. A quest’ultimo proposito, sono concesse anche quelle più intense, a patto che le pareti e la pavimentazione siano tali da riequilibrare l’insieme.

Una scelta vincente è, d’altra parte, anche il legno con le sue declinazioni e sfumature naturali: rende l’ambiente più caldo e accogliente.
Ti piacciono i colori più accesi? Alcuni puoi concederteli, per esempio il rosso, il giallo, l’arancio, ma anche in questo caso è importante che nel resto della stanza prevalgano colori chiari. In alternativa, c’è una tendenza del momento molto interessanti: le nuance vivaci vengono utilizzate come note d’accento, quindi caratterizzano per esempio le scaffalature e i moduli di dimensioni ridotte.

Quanto ai materiali, dal legno ai suoi derivati, in primis laminato e Mdf, non ci sono limiti di sorta. Allo stesso tempo, si fa presente che i laccati lucidi, con le loro superfici brillanti e riflettenti, rappresentano un ulteriore escamotage per far apparire la cucina più ampia. 

Gli elettrodomestici più adatti

Esistono in commercio diversi elettrodomestici concepiti per le cucine piccole e a loro volta caratterizzati da dimensioni contenute. Elenchiamo i più diffusi (e richiesti):

  • Frigoriferi sottopiano: la capacità è mediamente compresa fra i 120 e i 150 litri e spesso sono presenti anche il vano freezer e più balconcini, compreso quello per le bottiglie. Il grado di praticità è soddisfacente.
  • Piani cottura con due fuochi: si sceglie fra modelli a gas e modelli a induzione, la larghezza si assesta sui 30 cm.
  • Forni da incasso compatti: hanno un’altezza pari a soli 45 cm, contro i 60 dei modelli standard. Dal punto di vista delle prestazioni, non hanno nulla da invidiare a tutti gli altri. In molti casi, per esempio, fungono anche da microonde.
  • Lavastoviglie slim: per chi non può fare a meno di questa tipologia di elettrodomestico, risolutivi risultano i modelli con larghezza pari a 45 cm anziché 60 cm.

Aggiungiamo che anche i frigoriferi freestanding sono una buona idea, in quanto non pongono vincoli circa la collocazione. Si possono mettere in qualsiasi punto della cucina.

3 cucine monoblocco e compatte per spazi ridotti

Le cucine monoblocco sono una valida opzione per gli spazi dalla metratura contenuta, ad esempio per i monolocali e per le case vacanze. Hanno un ingombro ridotto ai minimi termini e nello stesso tempo sono dotate di tutte le funzionalità necessarie. Ti abbiamo già mostrato Urban Siematic 29 di Siematic e Slimiline di Miniki; adesso ecco altre 3 proposte che meritano attenzione.

La prima è Frame di Fantin, disponibile in due o tre moduli, con top in acciaio o in Fenix. Le misure sono le seguenti: larghezza 128-188 cm, profondità 67 cm, altezza 90 cm. Si sceglie fra numerose finiture ed è possibile accessoriare la cucina con elettrodomestici (forno e piccolo piano cottura a induzione) e con rubinetteria di design.

La seconda proposta è MiniSystem di Snaidero, molto conosciuta. Disponibile nelle versioni con larghezza rispettivamente pari a 162,4 cm e 182,4 cm, questo monoblocco freestanding è composto dalla zona lavaggio, dalla zona cottura e da numerosi vani per la conservazione degli alimenti, delle pentole, delle stoviglie. Quando non serve, le ante si chiudono e l’aspetto è quello di un originale armadio.

Ecco poi un’altra piccola cucina a scomparsa, firmata da Size Design. Questo è solo un esempio, perché viene progettata su misura, a seconda delle singole esigenze. Ci sono comunque tutte le dotazioni e tutti gli elettrodomestici presenti nelle cucine tradizionali: piano cottura, lavello, frigorifero, forno e lavatrice. Chi lo desidera può far inserire anche la lavastoviglie, un piano lavoro, una tavolo estraibile, una penisola scorrevole o altri elementi.

Quanto costa una cucina piccola

I prezzi delle cucine piccole componibili variano in base a diversi fattori fra cui il brand, le dimensioni, i materiali, la struttura, il numero di moduli ma anche dettagli quali i sistemi di apertura delle ante nonché eventuali elementi aggiuntivi.

Considerando la fascia di prezzo più bassa, la spesa è generalmente compresa fra i 300 e i 700 euro (ad esempio le cucine piccole Ikea, come il modello KNOXHULT). Passando alla fascia medio-alta, si metta in conto una spesa minima di circa 1.000-1.500 euro; il massimo può coincidere con 5.000-6.000 euro (citiamo, per dare un’idea, le composizioni di brand come Veneta Cucine e Stosa) ma ribadiamo che si tratta di cifre orientative, perché tante sono le variabili in gioco.

Compreso fra i 5.000 e i 10.000 euro, invece, è il costo di una cucina piccola componibile di qualità ancora più elevata, di design (per esempio firmata Poliform, Arclinea). A questo punto, è importante fare una precisione. Pensando a un monoblocco di dimensioni contenute, verrebbe da ipotizzare che il budget da investire sia altrettanto ridotto. Invece, in molti casi, non è così. Anzi.
Il fatto è che queste particolari soluzioni, spesso, figurano fra i fiori all’occhiello dei migliori marchi del settore: sono perfettamente equipaggiate e si caratterizzano anche per un’estetica accattivante, curata in ogni dettaglio. Di conseguenza, sono tutt’altro che economiche. Il prezzo di MiniSystem di Snaidero, sempre per dare un riferimento, parte da 2.300 euro circa.