Una guida utile al riscaldamento a pavimento

Scopriamo come funziona il riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento, adottato in quasi tutte le nuove costruzioni, si può installare con: 

  • sistema idrico: tubazioni con passaggio di acqua calda tramite caldaia, pompa di calore o pannelli fotovoltaici, posizionati su pannelli radianti.
  • impianto elettrico: serpentine elettriche disposte sempre su pannelli radianti. Occorre un termostato per la regolazione della temperatura.

In entrambe le soluzioni il rivestimento deve essere adeguato per facilitare l’irraggiamento quindi non troppo spesso e di un materiale che agevoli la diffusione di calore. Gli impianti a pannelli radianti agendo per irraggiamento diffondono il calore in modo uniforme dal basso verso l’altro per tutto l’ambiente domestico, evitando sbalzi di temperatura, contrariamente al riscaldamento tradizionale che concentra l’aria calda in prossimità della fonte di calore.

come funziona il riscaldamento a pavimento


Quanto consuma un riscaldamento a pavimento?

Quanto consuma un riscaldamento a pavimento?

Anche se l’investimento per un impianto di riscaldamento a pavimento è inizialmente più oneroso dei classici termosifoni nel lungo periodo si ha un risparmio nei consumi. E’ infatti una soluzione orientata alla sostenibilità ambientale che ha costi più bassi in bolletta perché utilizza l’acqua a basse temperature intorno ai 35°-40° rispetto ai 70° dei caloriferi. Il risparmio è di circa del 20% fino ad arrivare al 30%. con qualche accorgimento:

  • Utilizzo di una caldaia a condensazione che garantisce maggiore efficienza energetica.
  •  Mantenimento della temperatura a pavimento costante in modo da non dover continuamente accendere e spegnere l’impianto che comporterebbe sprechi di energia e di consumo. E’ sufficiente impostarla sui 18°-20° per avere benessere in casa.
  • Coibentazione della casa per ridurre al minimo la dispersione di calore.


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Pro e contro del riscaldamento a pavimento

Pro e contro del riscaldamento a pavimento Maggiore comfort in casa con un riscaldamento omogeneo in tutte le stanze grazie alla trasmissione di calore per irraggiamento, risparmio dei consumi del 30%, utilizzo dell’impianto a pavimento anche per il raffrescamento, nessun ingombro dei termosifoni in ogni ambiente sono i principali pro del riscaldamento a terra. I contro sono: l’investimento iniziale dell’impianto è sicuramente più alto rispetto ai tradizionali termosifoni, la scelta del tipo di pavimento deve seguire delle specifiche tecniche ben precise (non deve essere troppo spesso o di un materiale isolante) per garantire la propagazione del calore ed è meglio evitare l'uso di tappeti sui pavimenti. Il riscaldamento va mantenuto costante, e l’impianto non deve essere continuamente acceso e spento, dato che il tempo per raggiungere la temperatura desiderata è maggiore dei sistemi classici.


Una guida utile al riscaldamento a pavimento: Quanto costa un impianto di riscaldamento a pavimento

Quanto costa un impianto di riscaldamento a pavimento I costi di un impianto di riscaldamento a pavimento sono molto variabili perché comprendeno diversi componenti. L’investimento dipende dalla scelta di quale impianto se idrico o elettrico e dei relativi pannelli radianti, di una caldaia a condensazione o di un sistema fotovoltaico, degli accessori come collettori e tubi, e la manodopera per l’installazione. Viessmann che offre varie tipologie di pannelli radianti per impianti di riscaldamento e raffrescamento a pavimento, a soffitto o a parete, stima che il costo di un impianto a pannelli radianti per coprire circa 100 mq è di circa 3.500 €. In generale possiamo considerare una spesa media che varia dai €30 al €70 al m². Anche per quest'anno chi sceglie questo tipo di riscaldamento beneficia di una detrazione fiscale del 50%-65% sia per interventi di riqualificazione energetica in ristrutturazioni sia nelle nuove abitazioni. In foto: riscaldamento a pavimento radiante di Butech di Porcelanosa Group con termostato.