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Pregi e difetti delle sedie realizzate in plastica

Quando si parla di “plastica” si dice tutto e niente. Questo materiale, tecnicamente definito tecnicamente “polimero” racchiude una vastissima cerchia di sottocategorie caratterizzate da caratteristiche fisico chimiche ed estetiche totalmente differenti. I polimeri sono utilizzati oggi per plasmare moltissime categorie di oggetti e arredi, tra cui le sedie: le sedute in plastica si caratterizzano per pregi come difetti, ovviamente legati al materiale. Scopriamo i pregi delle sedie in plastica, generalmente realizzate in policarbonato oppure in polipropilene:

  • le sedute realizzate in materiale polimerico sono molto leggere e al tempo stesso, resistenti;
  • spesso come nel caso del policarbonato, possono essere realizzare in materiale trasparente ad imitazione del vetro, per effetti molto particolari e contrasti stilistici;
  • possono essere stampate, piegate, curvate e modellate a piacere a caldo e in alcuni casi, alcuni casi anche a freddo attribuendo la forma desiderata e design anche molto particolari e innovativi;
  • le plastiche sono facili da pulire mediante panno in microfibra oppure cotone, senza prodotti acidi, aggressivi o solventi;
  • alcuni materiali come il polipropilene sono piuttosto economici.
Difetti delle sedute in materiale plastico:
  • quando sono realizzate in policarbonato cristal, ovvero trasparente tipo vetro, purtroppo nel tempo, esposte alla luce, tendono ad ingiallire senza possibilità di essere ripristinato lo stato iniziale;
  • non hanno una buona resistenza al deterioramento e ai prodotti chimici, per questo è bene utilizzare acqua o prodotti neutri per il lavaggio e la manutenzione;
  • le sedute in materiale polimerico non hanno grande resistenza a compressione né alla fatica, non possono quindi sostenere pesi eccessivamente importanti;
  • sono soggette a graffiamento e a danneggiamento vicino a fonti di calore e fuoco;
  • alcuni materiali plastici come il policarbonato sono molto costosi.

La differenza tra policarbonato e polipropilene

Quando si parla di sedie in plastica, generalmente si intende sempre indicare sedute in policarbonato e sedute in polipropilene, le più comuni. La sedia in plastica che sia PC (policarbonato) oppure PP (polipropilene), ha dimostrato di avere svariati vantaggi in grado di renderla un prodotto di design iconico, versatile, comodo. Scopriamo le caratteristiche e le differenze delle sedie in PP e PC: PP: polimero termoplastico con bassa densità, buona resistenza all’abrasione e buona resistenza termica e elevato carico di rottura. Al tatto nasce ruvido ma può essere reso liscio, più resistente ai graffi del policarbonato. Il polipropilene è meno resistente agli urti, più facilmente infiammabile del policarbonato, è un materiale leggero, inodore, non tossico e molto resistente, non ecologico poiché di derivazione dal petrolio. Le sedute in polipropilene risultato opache, disponibili in svariate colorazioni, colorate in massa: proprio per questo anche se graffiate o rigate, il colore resta tale nonostante l’incisione o il deterioramento. PC: poliestere dell’acido carbonico con alta resistenza alla flessione e al peso, le superfici sono lisce e più facilmente graffiabili rispetto al polipropilene. Il policarbonato è più resistente agli urti e meno facilmente infiammabile del PP. Leggero, trasparente e con elevata resistenza termica, il policarbonato si presta alla realizzazione di sedute inseribili in svariati contesti anche grazie alla possibilità di realizzazione di differenti linee di design. Entrambi i polimeri sono facilmente pulibili e di semplice manutenzione, sono versatili e inseribili in qualsiasi contesto dal più tradizionale al più innovativo.

Modelli di sedie in plastica famose

Siamo negli anni 1950, quando nasce la prima seduta in materiale polimerico della storia. In occasione del concorso Low Cost Furniture Design, indetto nel 1948 dal MoMA di New York, Charles & Ray Eames pensano questo oggetto low cost ma di qualità, prodotto in massa, per rivoluzionare il mondo in termini di produzione industriale in ambito di furniture design. Nasce così la Plastic Chair disegnata dai coniugi Eames per Herman Miller: la prima seduta in plastica, nello specifico realizzata in ABS, prodotta industrialmente. Un prodotto di qualità, durevole, accessibile al popolo, come risposta alle esigenze del mercato anni ‘50. Dagli anni ‘50- ‘70 avviene poi, un boom del design delle materie plastiche: sperimentazione, basso costo delle materie prime, duttilità del materiale consentono svariate sperimentazioni in forma e colore. Ecco alcuni esempi tra le sedie in plastica più famose nel panorama del design:

  • sedia Tulipe per Knoll: realizzata nel 1955- 1956 in materiale plastico con scocca in resina, progettata da Eero Saarinen è caratterizzata da una seduta ergonomica e dalle linee avvolgenti con gamba centrale a imbuto. Il cuscino può essere in pelle oppure in tessuto, la scocca e la gamba laccata nera oppure bianca;
  • Stacking Child’s Chair per Kartell: è del 1961-1964 la seduta disegnata da Richard Sapper e Marco Zanuso, realizzata con il sistema dello stampaggio a iniezione, in polipropilene, con gambe separabili dal corpo e piedini in gomma. Una soluzione impilabile per bambini, tra i primi modelli a sfruttare il potenziale del polimero termoplastico;
  • Universale per Kartell: la sedia Universale di Kartell si caratterizza per una struttura in plastica “Cycolac” ABS termoformata, lavorata con il processo dello stampaggio a iniezione, mentre dal 1975 al 1975 aveva una struttura in nylon PAG e successivamente in polipropilene. È un modello impilabile, con gambe smontabili per assolvere a varie lunghezze;
  • Panton chair per Herman Miller: fu questa seduta, il primo modello in materiale plastico stampato in unico pezzo e unico materiale. Realizzata con il metodo dello stampaggio a iniezione, dal 1970 in Luran S, materiale termoplastico lavorato con stampaggio a iniezione;
  • Bubble Chair: una bolla in sospensione, l’idea del designer del 1968 è stata quella di appenderla al soffitto, trasparente, al fine di avere al suo interno luce da tutte le direzioni. Realizzata in acrilico, scaldato e soffiato fino a raggiungere la forma e dimensione desiderata, come fosse una bolla di sapone;
  • Selene per Artemide: la sedia disegnata da Vico Magistretti è caratterizzata da una struttura in poliestere Reglar, con rinforzo in fibra di vetro. Il modello nasce a partire da un unico pezzo di lastra stampato sotto pressione e risolvendo il problema delle gambe, modellandole a forma di “S”;
  • Box per Early Anonima Castelli: sedia particolare, disegnata da Enzo Mari nel 1975-1976, con seduta e schienale in polipropilene lavorato, tramite stampaggio a iniezione. I componenti della sedia, una volta smontati, potevano essere agevolmente sistemati in una scatola.

A quale tavolo abbinarle

Come abbinare le sedute in materiale plastico, ad un tavolo? Sicuramente le strade possono essere diverse ma cercando sempre di creare una continuità stilistica, un filologico che colleghi i diversi elementi, sia in una linearità sia in un contrasto stilistico o materico. È possibile scegliere elementi della stessa linea, come ad esempio le sedie e il tavolo Tulipe della stessa forma, dello stesso materiale e design. È possibile definirne un contrasto cromatico ma l’essenza delle forme resterà invariata: mono gamba centrale e linee fluide, avvolgenti e morbide. In alternativa, è possibile creare un distacco in termini sia stilistici sia materici, inserendo una sedia in policarbonato trasparente cristal accostata ad un tavolo in cristallo nero di grandi dimensioni, oppure viceversa, tavolo in cristallo trasparente e sedia nera in polipropilene. La sedia in materiale plastico è generalmente di facile inserimento poiché le linee fluide ed essenziali si accostano molto bene al cristallo, ai metalli e agli altri polimeri. Sconsigliato invece, l’accostamento di un tavolo in legno e sedie in plastica poiché la naturalezza del legno e la sinteticità del materiale polimerico creerebbero un crash non troppo piacevole anzi fastidioso. Se poi il desiderio è di abbinamento forzato legno plastica, può essere interessante accostare un tavolo dalle linee minimali e pulite in legno chiaro o preferibilmente bianco con sedie in plastica tipo Selene di Magistretti, tutte di colori differenti.